Anna Grazia Greco

Anna Grazia Greco, già primadonna del liceo Cicognini di Prato, è stata, dal 2004 al 2010, la dirigente Mae presso la scuola "Agustin Codazzi" di Caracas (Venezuela). Successivamente Anna Grazia Greco ha operato presso la scuola "Antonio Raimondi" di Lima (Perù) sempre in qualità di dirigente Mae (Ministero degli Affari Esteri)
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sabato 22 ottobre 2016

Un'indiscrezione da Caracas: i contributi alla Bolivar y Garibaldi

Il nostro uomo ha colpito ancora, grazie a lui, oggi sappiamo perché nell’anno scolastico 2005/06, noi insegnanti alla scuola “A. Codazzi” non siamo stati pagati per ben 4 mesi. La dirigente, Anna Grazia Greco, aveva effettivamente dirottato l’intera cifra del finanziamento ministeriale (140.000 euro) su un’altra scuola, la “Bolivar y Garibaldi”.
Il motivo di tale comportamento è semplice: verso maggio 2005 il fidanzatino della Greco aveva lasciato che alcuni alunni di 4^ della scuola primaria visionassero siti pornografici durante la sua lezione di informatica.
Per questo motivo c’era stata una sollevazione dei genitori di quella classe, protesta legittima, ma prontamente soffocata in base a non meglio specificati principi pedagogici...
In seguito però, i corsi del fidanzatino della Greco erano stati rifiutati dalla Giunta Direttiva della scuola (settembre 2005) dato il suo comportamento per nulla professionale.
Di lì prende piede la ripicca “istituzionale”, di stampo fascio-massonico, della Greco.
Ora, trovo assai curioso che una persona come Anna Grazia Greco, con un filo diretto con il governo, perché solo questo spiega la nonchalance con cui costei poteva movimentare il danaro pubblico, non trovasse alcun modo per regolarizzarci. Ho passato 2 anni lavorando presso quella scuola, con una tale dirigente, senza vedere lo stralcio di un contratto. La vicenda in sé mi ricorda più “Mafia Connection” (oppure ‘ndrangheta connection), anziché un paese democratico.
Ora capisco perché la denuncia da me presentata al Tribunale di Caracas contro quella gentaglia ha creato tanto scalpore scatenando una valanga di omertà e insabbiamento: significa che gli è andata direttamente a “quel servizio”... 

Istituzioni che beneficiano del contributo ministeriale italiano in Venezuela



mercoledì 19 ottobre 2016

Marisa Bafile: "l'articolo della dignità"

L'articolo che segue, a firma Marisa Bafile, risponde ad una sottile "provocazione intellettuale" della vecchia cariatide, ex dipendente del Consolato Generale di Caracas. Quel vecchio puttanon, infatti, alla data dell'articolo, aveva decisamente rimosso lo scandalo e gli sprechi derivanti dalla pessima gestione della scuola da parte della dirigente Anna Grazia Greco, nonostante risalissero a pochi mesi prima. 

Quando si parla a sproposito di privilegi... 

 

Cricca Codazzi: "l'articolo della dignità" - Marisa Bafile, pasionaria de La Voce d'Italia

I "cavalieri inesistenti" della Scuola Codazzi

Sono loro quelli che ogni mattina ricevono nelle aule centinaia e centinaia di ragazzi, sono loro quelli che hanno il compito di trasmettere la cultura e la lingua italiana, sono loro quelli che hanno l’enorme responsabilità di seguire i nostri figli nel difficile cammino della crescita. Eppure i professori della scuola Agostino Codazzi, assunti in loco contano tanto poco per l’Italia che con un’ironia amara sono stati paragonati al “cavaliere inesistente” di Italo Calvino.

E la remunerazione che ricevono per le ore che trascorrono nelle nostre aule avvicina il loro lavoro ad un’opera di volontariato. Gli unici contributi che arrivano dal governo sono finalizzati al pagamento di lauti stipendi per pochissimi professori che vengono dall’Italia mentre tutti gli altri, quelli che davvero hanno a cuore la scuola, quelli che hanno preparato generazioni di studenti e sono per tutti noi amati punti di riferimento, ecco, quelli hanno diritto a guadagni tre o quattro volte inferiori.

In numerose occasioni è stato posto il problema alle autorità competenti. Inutilmente. Un silenzio che ha il sapore amaro dell’indifferenza è stata la risposta alle varie proposte presentate con la speranza di trovare una strada per restituire giusta dignità all’operato del corpo docente locale.

La scuola puó accedere ad ulteriori finanziamenti solo per progetti specifici. Nella pratica questo si traduce nel pagamento della persona inviata ad hoc dall’Italia. Per i professori locali non é previsto nessun apporto. Eppure dovrebbe essere piú importante offrire condizioni di lavoro degne ai docenti piuttosto che avviare specifici progetti che, seppur importanti, non sono essenziali per la formazione degli studenti.

Ma ciò che fa ancora più male è che questi professori vengono snobbati come se fossero docenti di serie B, come se non sapessero parlare l’italiano, come se non avessero le carte in regola per l’insegnamento. Ed invece sono tutti laureati, hanno l’abilitazione, sono italiani, anzi, alcuni hanno esclusivamente il passaporto italiano e, soprattutto, possono vantare anni di esperienza. Se consideriamo che insegnare dovrebbe essere qualcosa di più del semplice atto di inserire qualche dato nella memoria dei ragazzi, possiamo facilmente capire che un “nostro” insegnante può seguire molto meglio i figli degli italo-venezuelani perchè conosce la cultura sia dell’Italia che del Venezuela, perchè ama sia l’Italia che il Venezuela, perchè a sua volta é genitore di ragazzi che studiano e crescono in questa città. Compito meno facile per chi arriva dall’Italia senza conoscere nè la cultura nè la lingua del paese e il più delle volte senza esperienza di insegnamento.

  Sarebbe tutto più semplice se i funzionari che hanno il compito di aiutare a crescere la scuola Codazzi cercassero davvero di capirla, amarla e valorizzarla. Sarebbe piú facile se decidessero lavorare insieme al corpo docente, se si preoccupassero di conoscerne capacitá e potenzialitá. In quel caso, ne siamo certi, si riuscirebbe tutti insieme a trovare qualche soluzione. Purtroppo invece la Codazzi, pur essendo l’unica scuola realmente italiana, l’unica che fa capo ad un’associazione civile senza fini di lucro, l’unica riconosciuta dall’Italia che ne ha riconfermato la parità l’anno scorso dopo una ennesima ispezione del Ministero, é penalizzata rispetto ad altre scuole che invece sono venezuelane, sono private e si limitano a impartire corsi di italiano.

Ma se é vero che la Codazzi é una delle piú importanti istituzioni della collettivitá, che gli insegnanti locali sono un patrimonio di tutti perché é a loro che affidiamo, con fiducia, la preparazione e formazione dei nostri figli, allora non possiamo aspettare che gli aiuti ci piovano dal cielo. Tocca a noi assumerne le difese.  
La vecchia cariatide e la Cricca Codazzi

martedì 18 ottobre 2016

Fondazione Sanitas Venezuela

Chi siamo: La Fondazione Sanitas Venezuela è una istituzione privata senza fini di lucro (mi ricorda qualcosa... ndr.), apartitica e non religiosa, il cui scopo è essere utile alla comunità ricercando la felicità, la pace e il benessere di tutti i suoi componenti, così come promuove l’attenzione alla salute di tutti gli esseri umani senza discriminazione di razza, religione, ideologia o convinzione politica, attraverso attività di aiuto, assistenza tecnica ed economica nel campo della salute indirizzata a persone non abbienti, inclusi bambini, bambine e adolescenti.

Allo stesso tempo cerca di elevare i valori fondamentali della persona, il miglioramento della cultura, dell’istruzione e delle capacità quali elementi centrali del miglioramento degli esseri umani nella società venezuelana grazie al sostegno scolare, all’attenzione psicologica, alla realizzazione di laboratori di arte ed attività di produzione manuale, includendo aspetti come la salvaguardia dell’ambiente naturale, il riciclaggio di materiali, l’educazione civica, l’igiene personale, generale e tutto ciò che riguarda strumenti utili ad uno sviluppo integrale.

p.s. non riesco a capire di chi si parla, leggo solo un'accozzaglia di luoghi comuni infilati uno dietro l'altro e tutti quanti (...) all'umanità, come direbbe un personaggio di Sciascia ne "Il giorno della civetta".
D'altronde è risaputo: di buoni propositi è lastricata la strada per l'inferno...

Fondazione Sanitas Venezuela - cricca Codazzi

sabato 10 ottobre 2015

La brillante carriera universitaria di Kyong Mazzaro

Quando l'ho conosciuta, nella seconda metà di agosto del 2008 a Caracas, Kyong Mazzaro svolgeva una non meglio specificata attività di blogger. Assieme a lei, sempre in qualità di blogger, operava un tipo assai squallido e ambiguo, tale Andrea Dorado. (Non mi meraviglierei di apprendere che costui lavora per i servizi segreti). 
La "strana coppia" di blogger si incontrava presso il domicilio di Antonio Nazzaro, "poeta" ed altro ancora. Tale "poeta" mi era stato presentato nel maggio del 2006 al Centro Culturale Italiano di Caracas, dove lavorava.

La brillante Kyong Mazzaro - AC4 Columbia University, New York

Nel mese di settembre 2008, la Kyong Mazzaro si trova in italia, all'università La Sapienza di Roma. L'ateneo La Sapienza è venuto alla ribalta di recente per un suo impiegato che, alla fine degli anni novanta, aveva sparato ad una studentessa, uccidendola. 
Il fatto era avvenuto all'interno dell'università secondo modalità, a dir poco, improbabili. Ebbene, quell'impiegato-sceriffo è ricomparso come professore di scuola superiore. Fortunatamente, il clamore suscitato dalle polemiche è stato tale da indurre il neo prof a ritirarsi.
Ritornando a Kyong Mazzaro, alcuni mesi dopo è approdata in un tempio della cultura yankee: la Columbia University di New York. Ovviamente, neanche le istituzioni statunitensi sono questi baluardi di indipendenza del pensiero, immuni cioè dalle lusinghe del potere, altrimenti una come Kyong Mazzaro, dalle chiare origini massoniche, non avrebbe trovato posto neanche come addetta alla raccolta dei rifiuti.
Ma come fa ad operare Kyong Mazzaro in una istituzione universitaria che, malgrado i suoi compromessi col regime, resta pur sempre una fucina di alta conoscenza? 

In maniera molto semplice, ed anche abbastanza scontato per la realtà italiana: 
  • il capo di Kyong Mazzaro fa finta di non accorgersi della sua pochezza intellettiva, oltre che umana; 
  • la maggior parte del lavoro viene svolto da assistenti professionalmente preparati e flessibili, cioè sottopagati e non riconosciuti.
In tal modo la giovane Kyong Mazzaro, devota di Anna Grazia Greco (altra notoria capra), può ostentare un curriculum accademico di tutto rispetto. Solo sulla carta, però...

Kyong Mazzaro - AC4 Columbia University, New York

mercoledì 29 aprile 2015

Anna Grazia Greco e Lucia Veronesi, una leonessa a Caracas

La preside della scuola Agustin Codazzi di Caracas, Lucia Veronesi, è stata una delle persone più coraggiose che abbia mai conosciuto.
Ancora oggi non mi capacito delle sue doti di combattente e di quanto fosse indomito il suo animo.
Come tutte le persone di carattere non aveva bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare ed i suoi modi erano sempre improntati a franchezza e cordialità.
Nei giorni in cui l'ho conosciuta, a fine settembre 2004, era già malata e sotto cura chemioterapica, ciononostante ha saputo tenere testa al periodo di mala gestione di Anna Grazia Greco, una fuorilegge patentata, e ai tanti danni che avrebbe potuto fare.
Ricordo il primo scambio di opinioni che ebbi con Lucia Veronesi, in merito ad un bambino un po' discolo. Lei mi disse che dovevo essere come una mamma... Gli risposi che, casomai, potevo essere come un papà, aggiungendo che i ruoli non erano poi così uguali...
La preside dribblò la mia affermazione e prese a parlare di quando insegnava lei...
Ogni volta che penso a quello scambio, mi convinco che Lucia Veronesi stava prendendo informazioni, nel senso che non aveva proprio idea di chi si trovasse di fronte. 

Non che fosse prevenuta, ma era poco o niente informata (le truffe funzionano meglio quando le persone vengono tenute all'oscuro). Il mio arrivo alla scuola di Caracas, infatti, fu deciso dalla Greco, che mi chiamò dall'Italia con un cellulare italiano (provvisto di scheda Tim).
Ad un certo punto ero venuto a sapere che il mio curriculum vitae, stranamente, non era giunto a chi di dovere, ovvero alla preside e alla coordinatrice. 

(Eppure lo allegavo sempre alle domande che presentavo, anzi, non era neanche un file allegato, bensì presente nella stessa pagina della messa a disposizione. In tal modo, cambiando l'indirizzo email e il nominativo, potevo inviare la stessa domanda a tutte le scuole, risparmiando molto tempo...)
Cosicché, dopo circa un mese dal mio arrivo a Caracas, stampai il mio curriculum vitae e lo consegnai personalmente alle interessate.
Lucia Veronesi non era informata sui giochetti della Greco, ma aveva gli strumenti per valutare situazioni e persone. Per questo è riuscita a spiazzarmi non una, ma diverse volte...
Quando penso all'attività di intelligence, non mi riferisco agli squallidi spioni della Greco, bensì alla lucida intelligenza della preside, Lucia Veronesi. Intelligenza col sorriso. 
Al contrario, quella col marchio Anna Grazia Greco e consociati (ovvero cricca Codazzi e corte de' miracoli) tutto poteva essere fuorché intelligence: il suo nome è infamità, l'arma dei vigliacchi... 
Fossi stato meno ingenuo, gli avrei insegnato a campare a quella gente. 
In seguito ho appreso che la difficoltà principale nel capire certi giochi sporchi consiste semplicemente nel fatto che ci si rifiuta di riconoscere ciò che non si farebbe al proprio prossimo, ovvero, per dirla con Kant, per chi tratta i propri simili (e non solo) come fine e non come mezzo.

Lucia Veronesi, una leonessa a Caracas

venerdì 27 marzo 2015

Segnalazione al Ministero degli Esteri - Franco Frattini

Gianluca Salvati  | via ...... - 22100 Como  |  cell. .........  |  email: ........
Ministero degli Esteri
Palazzo della Farnesina
Roma
e.p.c. Ministero dell'Istruzione


Spett.le ministro, mi chiamo Gianluca Salvati sono un maestro di scuola primaria che ha insegnato all'estero. Ho lavorato dal 2003 al 2004 a Casablanca (Marocco) e dal 2004 al 2006 a Caracas (Venezuela). Essendo stato chiamato da funzionari del suo ministero mi piacerebbe avere chiarimenti in merito ad alcune vicende:


  • Vorrei sapere dove sono i contributi di quei 3 anni di insegnamento, dato che NON HO AUTORIZZATO NESSUNO A DERUBARMI.
  • Come mai il 29/08/2008, all'ambasciata italiana di Caracas, mi è stato riservato un trattamento da PERSONA NON GRADITA? Non ho mai commesso reati e pago regolarmente le tasse!
  • Per quale motivo, nei giorni successivi al 30/08/2008, impiegati della Farnesina contattati dai miei familiari, hanno osato mettere in dubbio il mio equilibrio psichico ?

Distinti saluti
Como, 06/10/2010



martedì 27 gennaio 2015

Anna Grazia Greco e i contributi ministeriali al Bolivar y Garibaldi | Enrico De Simone: colloquio di lavoro

Enrico De Simone è rientrato in Italia nell'autunno del 2008, lasciando vacante una cattedra di matematica presso la scuola Bolivar y Garibaldi di Caracas.
Nella stessa scuola lavoravano anche Daniela Corrieri e Antonio Nazzaro, ovvero la piccola corte de' miracoli di Anna Grazia Greco.
Daniela, ex compagna di un poliziotto della scorta personale di Berlusconi, lasciava Caracas nello stesso periodo di Enrico De Simone. Inoltre, i due ex colleghi della Bolivar y Garibaldi, vivono entrambi a Roma.
Quella doppia partenza non pianificata indicava una certa ansia di lasciare il paese, dato che la scuola era appena cominciata: i due insegnanti abbandonavano un posto di tutto rispetto e ben retribuito (il pagamento avveniva in euro, a differenza del Codazzi che da 2 anni pagava in valuta locale). Ma bisogna aggiungere che la situazione stava evolvendo anche per la Bolivar y Garibaldi.
Di lì a poco l'insegnante Antonio Nazzaro, uomo tutto d'un pezzo, non avendo i titoli per insegnare, presenterà autodenuncia presso il Consolato Generale di Caracas, reame della Greco.
Quando certa gente si muove le cose diventano subito contorte. Mi spiego meglio:
  • Se Antonio Nazzaro non aveva i titoli perché aveva accettato l'incarico?
  • Come faceva la Greco ad essere all'oscuro? Enrico De Simone e Daniela Corrieri hanno cominciato a lavorare alla Bolivar y Garibaldi dietro sua indicazione, difficile immaginare che per il Nazzaro le cose siano andate diversamente
Ad ogni modo è stato il pretesto che serviva alla Greco per togliere il contributo ministeriale alla scuola Bolivar y Garibaldi.
Trovo interessante questa trasformazione moralista della Greco: appena nel 2005 aveva imposto il suo "fidanzato" alla Codazzi, con un contratto stratosferico, mentre noi insegnanti provenienti dall'Italia ne eravamo privi. Cose dell'altro mondo, anzi no, cose di una certa Italietta...

Ora ricordo come andarono i fatti: il 5 settembre 2005, primo giorno di scuola per gli insegnanti, alla riunione degli insegnanti della scuola italiana la Greco mi chiese di partecipare ai corsi di informatica del suo amichetto (da premettere che quando erano cominciati, il precedente anno scolastico, io ero l'unico a non avervi partecipato).
Le risposi picche, non ero interessato. La Greco allora perse le staffe e cominciò a dare i numeri. Tra le cazzate che disse, una riguardava la Pubblica Amministrazione, di cui ella è senz'altro una rappresentante coi fiocchi. Mi redarguì dicendo che se avevo lavorato per la PA, dovevo essere a conoscenza del fatto che i corsi di aggiornamento sono obbligatori...
Continuai a rispondergli picche, se non altro perché del'argomento ho una certa infarinatura. 

E poi l'aggiornamento l'avrei fatto, anche a mie spese, per ciò che ritenevo importante. La Greco continuò a fare l'isterica. ma quando capì che stava facendo la sua figura, si rivolse alla coordinatrice, la quale mi disse che non avevo capito... e dalle minacce velate si passò alla richieste, sotto impulso della Greco la coordinatrice mi chiese alcune scartoffie, ovvero del lavoro in più da sbrigare: la burocrazia come arma intimidatoria.
Comunque non le detti soddisfazione e ai corsi del suo amichetto, non ci andai neanche stavolta.

Sia come sia, la giunta Codazzi rifiutò "il fidanzato" della Greco come insegnante di informatica.
Il motivo è semplice, aveva lasciato che alcuni ragazzini di 4° elementare visionassero siti porno, come ho già scritto nei miei blog... 

Non so quanto abbia influito la discussione avuta con me, dato che ai primi di settembre la Greco era ancora convinta di riproporre lo stesso pacchetto di corsi al Codazzi... (comincio a rivalutare i rappresentanti della giunta Codazzi...).
La Greco, per ripicca, chiese a Claudio Milazzo della Bolivar y Garibaldi di accettare "il suo fidanzato" come insegnante per gli stessi corsi che teneva alla Codazzi. 
In cambio, la Greco (Anna Grazia, una fuorilegge per passione ndr) dirottò dei fondi dal ministero, ovvero denaro pubblico in cambio dell'assunzione al suo tipo. Non fa una grinza.

Lucia Veronesi ed Enrico De Simone - Il colloquio di lavoro

Prima di approdare alla Bolivar y Garibaldi, Enrico De Simone si era candidato a insegnare alla scuola "Agustin Codazzi".
Nel marzo del 2006, infatti, el Hombre Negro era rientrato in Italia. C'era una cattedra di matematica in attesa di un/una prof.
Enrico, che lamentava uno stipendio da fame come giornalista a La Voce d'Italia, prese la palla al balzo e andò a fare il colloquio con la preside, Lucia Veronesi.
Forse lo vidi quel giorno stesso, si era con M e il De Simone era tutto impettito e speranzoso per come si era svolta l'intervista, a vederlo già si fregava le mani... pareva molto convinto di sé.
Ebbene, non solo la preside non accettò Enrico De Simone come insegnante, ma aggiunse, a onore delle cronache, che l'aspirante prof "non gli era piaciuto"...
Tanto per ricordare chi era la dolce Lucia Veronesi e quanto fosse preziosa la sua stima.
Quel giudizio sulla persona era molto di più di una semplice opinione personale, come parve a me in quei giorni: la trovai un po' severa come osservazione, ma, col senno di poi, ho capito quanto fosse corretto il suo giudizio su Enrico De Simone, e anche perchè si fosse premurata di farlo circolare fra gli insegnanti.
Come ho detto, a suo tempo non gli detti molto peso: mi ci vorrano due lunghi anni per realizzare la sostanziale verità di quell'affermazione.
E questa consapevolezza mi è giunta a fine agosto del 2008 proprio lì, a Caracas. 

El pajaro


giovedì 3 luglio 2014

L'anfitriona del Codazzi: Enza Mejias, napoletana, amica di Minerva Valletta | Scene da un matrimonio

Nell'ottobre 2005 fui invitato al matrimonio del mio ex-collega e coinquilino. La cerimonia si teneva nella regione di El Vighia, Venezuela nordoccidentale, al confine con la Colombia.




Avevo acquistato da pochi mesi la fotocamera digitale e scattai foto al lieto evento.


Quando ho rivisto quelle immagini, mi ha colpito la costante di espressioni guardinghe e immusonite che a suo tempo non avevo notato.




Aspetto degno di nota è che io, fino all'ultimo momento, ero incerto se andare o meno a quel matrimonio: si trattava di fare un lungo viaggio e in quel periodo non mi andava di muovermi.
Fu Enza Mejias, l'anfitriona del Codazzi, a convincermi ad andare: "...è un tuo amico!", mi disse. Non era vero, era un collega e non un amico. 
A proposito di amici, Enza Mejias era una grande amica di Minerva Valletta.

Minerva Valletta, moglie del signor Bagordo, autista dell'Ambasciata d'Italia a Caracas
Da buona anfitriona, nonché segretaria  per l'associazione di delinquenti patentati "Agustin Codazzi", Enza organizzò lì per lì una colletta per l'ex collega che si sposava, con tanto di teatrino: non c'era dubbio, era un talento nel suo genere, peccato che lo utilizzasse così male... "Portaglieli con i nostri auguri", mi disse più o meno, consegnandomi i soldi alla fine della recita.

Enza Mejias, napoletana - Escuela Agustin Codazzi, Caracas
Cosicché, con la benedizione di Enza Mejias, la segretaria napoletana della scuola "Agustin Codazzi" di Caracas,  onorata associazione culturale senza scopo di lucro, epperò, con conto cifrato su banca svizzera, Credite Suisse, filiale di Lugano, andai a El Vigia...

Enza Mejias, segretaria anfitriona - Escuela Agustin Codazzi Caracas

Attenzione, le foto che ho scattato ad Enza gliele ho fatte a sorpresa. Notate l'espressione vaga, di chi non sa bene che parte recitare, della prima immagine e confrontatela con la posa che assume nella seconda quando ha ricevuto la telefonata di qualcuno che lì faceva la parte del grande fratello (alla Orwell), ovvero Guido Brigli e company  (installati in un ufficio da cui potevano visionare sia la segreteria che la mia aula senza essere visti, infatti le pareti di quegli ambienti erano vetrate coperte da pesanti tende...).
Dicevo della posa di Enza, l'antropologo direbbe che sta marcando il territorio. Di certo si sta prendendo anche una strigliata perché non ha avuto prontezza di spirito per evitare quegli scatti.
Ora osservate le foto in basso, quelle del matrimonio di El Vigia: notate niente?

 





sabato 28 giugno 2014

Capacità e dominio, i due aspetti del potere | La definizione di Erich Fromm

Potere: si tratta di un termine che può assumere sul piano psicologico due significati molto diversi. Secondo Fromm, «uno è il possesso di un P. su qualcuno, la possibilità di dominarlo; l'altro significato è il possesso del P. di fare qualcosa, di essere capace. Quest'ultimo significato non ha nulla a che vedere con il dominare; esprime padronanza nel senso di capacità. Quando parliamo di impotenza, abbiamo in mente questo signi­ficato; non pensiamo alla persona che non riesce a dominare gli altri, ma alla persona che non è in grado di fare quello che vuole. Perciò il P. può significare una di queste due cose: dominio o capacità. Lungi dall'essere identiche, queste due qualità si escludono a vicenda. L'impotenza, usando il termine in riferimento non solo alla sfera sessuale, ma a tutte le sfere della potenzialità umana, dà luogo all'impulso sadico a dominare; nella misura in cui un individuo è capace, cioè in grado di realizzare le sue possibilità sulla base della libertà e dell'integrità del suo io, non ha bisogno di dominare, e non prova alcuna brama di P. Il P, nel senso del dominare, è la perversione della capacità, proprio come il sadismo (v.) sessuale è la perversione dell'amore sessuale» (Fromm,_1963, p. 134).
Scrittori e opere - Storia e antologia della letteratura italiana, Marchese/Grillini

Nudo, acrilici su tavola 1996 - Gianluca Salvati

giovedì 12 giugno 2014

Storie dell'altro mondo | Guido Brigli e Rai international | La cricca del Codazzi & rete Globovision

Durante il primo mese di lavoro al Codazzi, si presentò in classe un tipo con la telecamera professionale nel bel mezzo di una lezione. Costui era un cameramen della televisione italiana, la vecchia e mai troppo rimpianta Radio Televisione Italiana, Rai. Mi chiese se poteva fare riprese ed io non gli risposi favorevolmente... oddio, proprio non ricordo cosa gli avessi risposto, ma il cameramen non si sentì il benvenuto nella mia classe, infatti non lo era. Allora si affacciò dall'uscio della classe un tipo dal volto oblungo, ben vestito e pettinato, che si presentò come il capo della Giunta Direttiva del Codazzi, Guido Brigli. 
La cricca Codazzi e Rai international, Colegio "Agustin Codazzi" - Caracas
Mi disse che il tipo che si autoinvitava era il cameramen della Rai, rai international, per la precisione. Mi chiese se poteva entrare a fare delle riprese in classe. Non ero ancora molto convinto, ma come potevo rifiutarmi a quello che si presentava come il capo della baracca? Dunque acconsentii, senza sentirmi in dovere di fare gli onori di casa. Quindi ignorai l'addetto che scrutava e registrava col suo apparecchio. Gli alunni fecero altrettanto e continuarono a lavorare come se nulla fosse accaduto.
A ripensarci, avrei potuto obiettare che non potevano presentarsi di punto in bianco e che avrebbero dovuto almeno avvisarmi prima. Giusto per stopparli, perché come avrei imparato in seguito, quella gente proprio non aveva idea di cosa fosse il rispetto altrui...
 
Ad ogni modo, cosa cercava di dimostrare quell'emerita testa di cazzo di Guido Brigli? 
Che loro, quelli della cricca Codazzi, oltre ad essere ben vestiti e pettinati, disponevano anche di un certo potere? Stava forse cercando d'impressionarmi, quel burattino incravattato?

Tempo dopo ho scoperto che alcuni elementi della Giunta del Codazzi, meglio conosciuti come escualidos, erano i proprietari della rete televisiva Globovision, tristemente rinomata per aver istigato, nel 2002, i cittadini venezuelani alla sovversione. Da ricerche fatte per risalire al nome del capo di quella televisione, non risulta il nome italiano che conoscevo, per cui credo che il padrone ufficiale sia un volgarissimo prestanome. Il vero proprietario, un'altra faccia di cazzo della cricca Codazzi abita proprio a due passi da Globovision, due centinaia di metri più su della scuola "Agustin Codazzi".

giovedì 29 maggio 2014

Il dopo commissione ministeriale e il figlio di Bin Laden | Il tipo di Anna Grazia Greco e i siti porno



Come ho già scritto, nel periodo dopo l'avvento della Commissione ministeriale capitanata dal guitto di regime, Paolo Scartozzoni, cominciai a sentirmi piuttosto incomodo. Ero stato l'unico a muovere delle critiche nei confronti di quegli sturacessi nati della Giunta del Codazzi, agli ordini della Greco. Il mio finto amico, il collega che aveva sostenuto le stesse rimostranze, era rientrato in Italia, senza alcun particolare motivo. Ed io mi sentivo sempre molto "osservato". Ovunque andassi nella scuola, vedevo teste che si giravano, neanche fossi stato il figlio di Bin Laden, che a quei tempi era piuttosto popolare.

Mi dicevo che me la stavano facendo pagare per via delle mie osservazioni alla commissione ministeriale e avevo ragione soltanto a metà.

Avevo rimosso troppo rapidamente quanto mi era accaduto nel dicembre del 2004 quando, una volta in piedi, avevo voluto credere alla patetica storiella che mi avevano propinato alla Clinica Sanitas di Plaza Altamira. Una storia che faceva acqua da tutte le parti e appena ho provato a verificarla si è disciolta come neve al sole: avevo avuto un dengue emorragico. Non c'era una sola affermazione valida in quelle chiacchiere.

Anche la pagliacciata della commissione ministeriale - da attribuirsi principalmente al pagliaccio di Stato, Paolo Scartozzoni, perché le altre persone rimasero al loro posto - era l’ennesimo tentativo di intorbidire ulteriormente le acque.

Fortunatamente la proverbiale stupidità della gente per cui lavoravo, universalmente riconosciuta anche fuori dai confini nazionali, mi risollevò da quella penosa situazione. Dopo un paio di mesi di "trattamento", accadde un fatto talmente eclatante che smisi automaticamente di essere il centro dell'attenzione.

Era venuto in mio aiuto, si fa per dire, il fidanzato della Greco (Anna Grazia, fuorilegge per passione), il prof di informatica che teneva corsi per tutte le classi. Il tipo, tale Fabrizio, era l'unico prof  proveniente dall'Italia a vantare un contratto. E che contratto, prevedeva alloggio in hotel di lusso e viaggi aerei spesati mensilmente! Neanche fosse stato un nababbo arabo! Noialtri, invece, si lavorava in nero, malgrado avessimo fatto presente l'irregolarità contrattuale alla commissione ministeriale guidata dal pagliaccio di regime, Paolo Scartozzoni, nel marzo del 2005.

Das Bin Laden Sohn
 

Tornando al Fabrizio, l'amichetto dela Greco, quello dal megacontratto, accadde che, durante le sue ore, un bambino di 4ª elementare aveva preso  navigare su siti porno. Per questo motivo si era  organizzato portandosi un'intera lista di siti da visitare, come riportato dalla collega.

Il sig Fabrizio era uso, quando lavorava, starsene seduto ad un computer pensando agli affari propri, ma non dopo aver distribuito giochini per tutti.

Dunque, se notò qualcosa, non lo diede a vedere. Né si sentì in dovere di intervenire quando una bambina gli disse del compagno che guardava siti vietati. Il prof le rispose senza scomporsi:"Se vuol mettersi quelle cose in testa...", come se la cosa non lo riguardasse.
E in effetti, il sig. Fabrizio da privilegiato quel'era, si preoccupava unicamente di salvaguardare i propri interessi, impegnandosi meno del necessario.

Il giorno dopo ci fu una sollevazione di genitori. Lo scontento durò qualche giorno dopodiché fu messo tutto a tacere.

Da quel giorno però, magicamente, smisi di essere il figlio di Bin Laden per ridiventare un semplice cittadino. Quando passavo io, le teste non si giravano più: evidentemente c'erano problemi più seri a cui pensare...

Der Sohn von Bin Laden


sabato 1 febbraio 2014

Cantanti neomelodici e mafia | Franco de Vita e Minerva Valletta - Anna Grazia Greco | Agustin Codazzi Caracas

Il noto cantante italo venezolano Franco de Vita originario di Pellare in provincia di Salerno è il cugino di Minerva Valletta.

Franco de Vita & Minerva Valletta
Minerva Valletta è una delle factotum dell'associazione senza scopo di lucro (conto cifrato su banca Svizzera: Credìt Suisse, filiale di Lugano) associazione Agustin Codazzi di Caracas.
Minerva Valletta è la moglie del signor Bagordo, autista dell'Ambasciata italiana a Caracas ed è una delle due gemelline dell'intrigo, assieme alla señora Baffone, (Adline Borges) avvocato e factotum della Giunta del Codazzi, negli anni 2004/2007.
Quando sono stato chiamato ad insegnare in nero alla scuola dell'associazione Agustin Codazzi di Caracas dalla dirigente Mae (Ministero Affari Esteri), Anna Grazia Greco la fuorilegge, sono capitato nella classe dove c'erano i figli di Minerva Valletta e della señora Baffone. Avendo avuto modo di conoscerle, ho potuto in seguito definirle: “gemelline dell'intrigo”. Gli intrighi a cui faccio riferimento sono quelli concordati con qualcuno all'interno delle istituzioni locali: Consolato Generale d'Italia e Ambasciata d'Italia, in particolare.

Nulla dies sine linea, motto massonico del Collegio Agustin Codazzi di Caracas
Nel 2004, l'anno in cui sono stato chiamato in nero, senza contratto e senza contributi, dalla dott.ssa Anna Grazia Greco del Ministero degli Esteri, il noto cantante italo venezolano Franco de Vita aveva licenziato il disco Stop, con all'interno alcuni singoli di grande successo.

Stop, Franco de Vita, 2004
Come ho scritto, ero stato convocato da una dirigente del Ministero degli Esteri, ma stavo lavorando in nero, evidentemente da quelle parti è previsto da qualche legge non scritta che si possa lavorare senza contratto e senza contributi, dico lavorare perché si lavora per vivere, ma in questo caso è più corretto dire che lavoravo per morire (per quei porci fascisti!)... 
In assenza di documenti ufficiali, infatti, senza tutele, e in mancanza di un ricorrente, ritorna fin troppo facile ricamare storie fantasiose e di convenienza sulla vita di qualcuno, tanto per dare un tocco di naturalezza ad eventi di innegabile matrice manipolatoria e dolosa

Mi permetto quest'inciso solo perché è ciò che mi è capitato a fine dicembre del 2004. Ero già clandestino a tutti gli effetti e mi sono “beccato” un avvelenamento...
Caso volle che mi salvassi.

Caracas, dic04, olio su tela - Gianluca Salvati 2005
Nel 2010 il noto cantante italo venezolano Franco de Vita è stato decorato Commendatore della Repubblica italiana durante una cerimonia al centro Italiano Venezolano.