Anna Grazia Greco

Anna Grazia Greco, già primadonna del liceo Cicognini di Prato, è stata, dal 2004 al 2010, la dirigente Mae presso la scuola "Agustin Codazzi" di Caracas (Venezuela). Successivamente Anna Grazia Greco ha operato presso la scuola "Antonio Raimondi" di Lima (Perù) sempre in qualità di dirigente Mae (Ministero degli Affari Esteri)
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mercoledì 29 ottobre 2014

Una Caracas da bere: Ruben Zambrano e il Club de la Guardia | La nipote di Franco Chirico e la cricca catto-fascista del Codazzi

Quando ripresi a lavorare nel gennaio 2005, ripresi anche le uscite serali in quel di Caracas. Una Caracas da bere.
Il collega di uscite, Giuseppe Rinaldi, era ritornato dall'Italia più baldanzoso che mai. Baldanzoso è il termine adatto per uno sovrappeso che ami danzare la salsa e gli altri balli latinoamericani... Il bello è che se la cavava piuttosto bene.
Io ero debole e necessitavo ancora di riposo, ma avevo anche bisogno di vedere un po' di vita, dato che ero fresco reduce dal mondo dei morti, o degli spiriti, se preferite, essendo reduce da un viaggio sciamanico in piena regola. 

Fortunatamente avevo ricominciato la scuola di mercoledì, per cui il fine settimana arrivò prima. Giuseppe mi disse che era in contatto con Ruben Zambrano, l'insegnante di educazione motoria del Codazzi. Quel venerdì, infatti, si festeggiava il Dia del maestro e a scuola ci fu il solito brindisi, tanto per non contraddire il loro motto: nulla dies sine linea.
Erano presenti alcuni rappresentanti della Giunta del Codazzi, ma se ben ricordo mancava la dirigente, Anna Grazia Greco, forse ancora in Italia in attesa di nuove istruzioni...  
Durante il brindisi Giuseppe Rinaldi e il prof di educazione fisica parlarono per del tempo. 
Quando ci vedemmo in serata, al solito bar di plaza Chacaito, Giuseppe mi disse che Ruben gli aveva scritto un messaggio. Il prof di ginnastica era in serie difficoltà: lo assediavano varie femmine e richiedeva il nostro immediato intervento. Più che un messaggio pareva un Sos...
Come potevamo rifiutare?
Terminammo le nostre birre e ci mettemmo in viaggio. Destinazione: Club de la Guardia.
Raggiungemmo il nostro collega che, ancora incolume, ci presentò un'intera comitiva di gente. Almeno tre figliole di quel gruppo erano di mio totale gradimento.
Il Club de la Guardia era una sorta di dopolavoro dell'esercito venezuelano. Era distribuito su un'area abbastanza grande e si entrava solo per conoscenza. Il luogo non mi dispiaceva perché era per lo più all'aperto, semplice e popolare. La musica non era chiassosa, e pazienza se c'era solo musica locale. Era un luogo ideale per chi sapeva ballare i ritmi caraibici.
Il gruppo di Ruben era situato in una zona che terminava con un cortile. Sul muro di quel cortile era dipinto a lettere cubitali la scritta "Barinas linda!". Omaggio al luogo che ha dato i natali al presidente Chavez. Alcune amiche di Ruben mi fecero un corso accellerato di salsa venezuelana. Molto istruttivo, anche se sono stato un pessimo allievo.
Ad un certo punto della serata, me ne andai a fare un giro per il club. C'erano zone poco illuminate con cespugli e aiuole ed altri spazi coperti dove la gente ballava. Nel complesso dava l'idea di un luogo molto frequentato ma tranquillo. 
Durante il mio giro di ricognizione vidi, per la prima volta, la nipote di Franco Chirico. Era il 14 gennaio 2005. La vidi senza conoscerla e senza essere visto in quanto parlava animatamente con una ragazza della comitiva. Una di quelle che mi piacevano, per intenderci. Forse fu proprio per cercarla che vidi la nipote di Franco Chirico, massimo editore del Cammino Neocatecumenale e amico personale di Kiko Arguello, nonché capo-setta della comunità neocatecumenale frequentata dai miei genitori. 

Franco Chirico e la cricca cattofascista del Codazzi

Parlava la sciacquetta, in una zona poco illuminata, ma più precisamente impartiva istruzioni. Aveva 25 anni circa, la faccia slavata, gli occhiali e i capelli castani non molto lunghi, legati dietro con una piccola coda. Aveva lo stesso piglio della Greco (Anna Grazia, una fuorilegge a Caracas), ovvero lo stesso modo del cazzo di blaterare senza ascoltare. 
Odiosa solo a vedersi.
Quello del Club della Guardia è stato il primo di 3 incontri certi, che ho avuto con quella troia della nipote di Franco Chirico. ma non escludo di averla avuta tra i piedi in diverse altre occasioni, dal momento che aveva frequentato il Codazzi e abitava a due passi da casa mia...

mercoledì 21 maggio 2014

Anna Grazia Greco e il dopo commissione | Il Collegio dei Docenti e il mega contratto del prof di informatica

Il 31 marzo del 2005 si tenne il Collegio dei Docenti alla scuola italiana Agustin Codazzi di Caracas. Era il primo incontro dopo la visita ufficiale della commissione ministeriale capitanata dal pagliaccio di Stato, Paolo Scartozzoni.
Un collega, uno che credevo mio amico, era appena rientrato in Italia, cosicché rimanevo l’unico docente ad aver mosso delle critiche a quella gente che parlava a nome del Ministero degli Affari Esteri. Mi sentivo a disagio, ma non essendo uno che molla facilmente, sarei comunque rimasto lì fino all’ultimo. 
Se avessi avuto altri motivi di lamentela, mi sarei fatto sentire ancora.

Quel giorno però me ne stavo defilato, per quello che si può in un aula dove i banchi sono sistemati a ferro di cavallo. Non avevo voglia di parlare.
Durante la riunione, la Greco (Anna Grazia, la fuorilegge) fece un’osservazione sul professore che era mio coinquilino e insegnava francese ed italiano: “...per il prossimo anno dobbiamo togliere di mezzo qualche ora di francese...”, disse la Greco.
Il prof diede una risposta assai curiosa: “Basta che non togliamo di mezzo il professore di francese...”, sbottò, arrossendo come un peperone. E dato che il collega aveva il naso a forma di peperone, il quadro era completo...

Anna Grazia Greco è una fuorilegge


Nonostante l’involontario aspetto comico, il prof aveva risposto in maniera assai strana. Il tipo era un pompiere nato, il primo ad allinearsi alle scelte di quella gentaglia del Codazzi: lo vedevo sempre parlottare con qualcuno, così gli dicevo che aveva sbagliato mestiere, anziché insegnare doveva darsi alla politica.
La Greco non accolse la battuta polemica del collega e continuò con le sue disposizioni.
Ad un certo punto, ci fu l’intervento di una collega, una vecchia cariatide che aveva lavorato per il Consolato Generale di Caracas. Costei lanciò una proposta che riguardava il prof di informatica, il sig. Fabrizio, fidanzato ufficiale della Greco.
Il tipo veniva dall’Italia come noialtri senza contratto, ma vantava un mega contratto, direi una roba spaziale: comprensivo di biglietto aereo pagato ogni mese, perché il sig. Fabrizio si fermava per pochi giorni, poco più di una settimana alla volta. Poi aveva un mega albergo, sempre previsto nel contratto ed amenità di questo genere...
Anche la Greco, d’altronde, prima di prendere casa ha passato un lunghissimo periodo, forse un anno, nel miglior hotel di Caracas il Melià. Tutto a spese del contribuente.
Per la gioia di chi le tasse le paga.

Tornando al Fabrizio, nonostante il trattamento di favore, a mio avviso non era una persona da invidiare. A parte lo stomaco che doveva avere per stare con la Greco, dava l’idea di una persona infelice. Ad ogni modo mi avrebbe fatto piacere sapere che lavorasse anche lui. Così approvai la proposta. Che fu approvata all’unanimità o quasi.
Col risultato che ci toccò fare del lavoro extra. A me sicuramente.
Mentre il tipo della Greco non presentò alcun documento. 

La mummia, colei aveva lanciato la proposta riguardo al tipo della Greco, più o meno un anno dopo, si rivolgerà al giornale fascista La Voce d'Italia, nella persona della signora Marisa Bafile, sua conoscente, per far scrivere questo articolo dal taglio decisamente denigratorio. Specie se valutato dalla prospettiva di chi, senza contratto, non viene pagato per quattro mesi, come scriverà Enrico De Simone, in un trafiletto di risposta (tanto per non inimicarsi M). 

lunedì 20 gennaio 2014

Anna Grazia Greco e los escualidos del Codazzi - Rete Globovision

Los escualidos, opposizione imperialista al governo Chavéz, dispongono di grandi risorse economiche e sono presenti su diversi media del Paese, dalla Tv alla radio, da internet ai quotidiani. Il colonialismo culturale, infatti, rappresenta una fetta importante della politica estera americana. I format televisivi e gli articoli sono ovunque gli stessi. 
Per farsene un'idea basta visionare i media che fanno capo al noto piduista Silvio Berlusconi, l'amerikano.  

El caballero escualido
Los escualidos infatti hanno tante disponibilità ma poca fantasia: sono ripetitivi fino alla noia. Ora, tra quella gentaglia per cui ho lavorato a Caracas, i rappresentanti della Giunta Direttiva del Codazzi, c'era un'alta concentrazione di escualidos. Squallidi e mariuoli. Per quanto molti di essi ostentassero ammirazione per Hugo Chavéz, erano di fatto legati mani e piedi all'opposizione imperialista. Qualcuno vantava anche una rete televisiva facente capo al network de los escualidos Globovision: un nome, un destino. Da quelle frequenze si è tentato, inutilmente, di rovesciare il governo Chavez nel 2002.
Un vero e proprio branco di chiaviche!
Questo spiega come mai, nonostante la continua ostentazione di beni materiali: auto, abiti, e l'apparente internazionalismo, quella gentaglia vivesse praticamente reclusa dentro ville-bunker, inaccessibili luoghi di lavoro ed esclusivi club tematici... 
In sostanza, le loro infami vite all'apparenza così brillanti, si svolgevano tra una cerchia molto risicata di persone a loro simili: la minoranza infame.
In realtà, queste osservazioni sugli affiliati dell'ACE "Agustin Codazzi" di Caracas sono la calzante metafora di tutti los escualidos del mondo: polli di batteria che si credono albatros.

Anna Grazia Greco e la mal gestione de los escualidos del Codazzi

venerdì 10 gennaio 2014

Fascismi: Mirko Tremaglia, Guido Brigli & Paolo Scartozzoni: "Omissis..." | Anna Grazia Greco | Franco Chirico, il "sant'uomo"

Nei primi mesi del 2004, è partita una campagna allarmistica sullo stato della democrazia in Venezuela. Gli articoli in questione hanno avuto un picco tra maggio e giugno del 2004, quando dalla stessa testata si domandava a gran voce cosa stesse accadendo in Venezuela.

 
La campagna è culminata con una lettera di Guido Brigli, tramite Daniele Marconcini, al ministro (per gli italiani all'estero) Mirko Tremaglia.
La lettera comincia con un italianissimo omissis, che è tutto un programma di opacità e malafede.

Non entro nel vivo delle questioni sollevate, perché conoscendo il personaggio (Guido Brigli)  e chi rappresenta (l'associazione “Agustin Codazzi”), direi che il 98% dei contenuti della lettera sono fumo, il resto è cenere. Ma vorrei fare un paio di considerazioni sul contesto e su alcuni attori di questa farsa.

Caracas, maggio 2004
  •  Anna Grazia Greco è dirigente della scuola “Agustin Codazzi”, essendo venuto a mancare, nello stesso anno, il dirigente incaricato dal Mae, il professor Bruno Teodori. Da tempo Anna Grazia Greco volteggiava su Caracas come un samuro (avvoltoio locale ndr.) per tenervi non meglio precisate "conferenze"
  • Piero Armenti è appena giunto a Caracas a fare pratica di giornalismo. Vive da sua zia, poco lontano dall'appartamento che affaccia su Sabana Grande, dove avrà per vicina, molto casualmente ma molto opportunamente, M.
  • io insegno in Marocco, dove ho già detto che non sarei ritornato a lavorare per il successivo anno scolastico; inoltre, nel dicembre del 2003 è giunta una telefonata a casa mia a Napoli, da parte di una scuola argentina: c'è un posto di insegnante per me. Dunque metto in conto, avendone l'opportunità, di andare a lavorare in America latina
  • Franco Chirico, responsabile della comunità di catecumeni frequentata dei miei genitori da più di 20 anni, ha la famiglia a Caracas, curiosamente a poche centinaia di metri dove troverò casa. I nipoti di Franco Chirico hanno frequentato la scuola Agustin Codazzi, ovvero dove sono stato chiamato ad insegnare. Ciò significa che hanno frequentato quegli ambienti, almeno per 15 anni: la scuola "Agustin Codazzi" di Caracas, infatti, ha classi dalla materna alle superiori. Ma, molto casualmente, il sant'uomo non ne ha mai fatto cenno.
"Agustin Codazzi": Guido Brigli e Paolo Scartozzoni

martedì 19 novembre 2013

Ministero degli Esteri - Viaggiare sicuri... Anna Grazia Greco la fuorilegge | Franco Chirico editore - Quadro "Le Pharaon"

Il quadro Le Pharaon è un olio su tela realizzato a Caracas fra il febbraio e il maggio del 2005. Il dipinto si ispira sia a quell'autentico capolavoro che è il Cristo morto di Andrea Mantegna sia alla foto di Che Guevara ammazzato dai fascisti al soldo degli yankee.

Il tema non è casuale, pochi mesi prima di realizzarlo, tra il Natale 2004 e l'epifania 2005, avevo subito un avvelenamento che mi aveva tenuto appeso ad un filo per diversi giorni.

Non solo l'avvelenamento non era un fatto casuale ma era piuttosto eccezionale che per quei tempi, chiamato da una funzionaria del Ministero degli Esteri, fossi ancora senza contratto di lavoro; di conseguenza, dal 27 dicembre diventatai anche clandestino a tutti gli effetti.

Clandestino e moribondo.

Come ho capito in seguito, non era un caso che fossi stato chiamato ad insegnare a Caracas dalla funzionaria del Ministero degli Esteri, Anna Grazia Greco la fuorilegge. 

Questo trattamento anticostituzionale da parte di una funzionaria della Pubblica Amministrazione, non ha impedito nel 2008, ad alcuni porci fascisti di quello stesso ministero, altrimenti detto Farnesina, di diffamarmi. 
Ero ritornato a Caracas per riscuotere l'assegno della causa vinta contro il Codazzi e mi ero rivolto prima alle istituzioni italiane presenti sul territorio e successivamente all'unità di crisi ministero stesso, contattata dai miei familiari. E quale sorpresa vedere che tutte le mie affermazioni venivano costantemente distorte e rivolte contro di me, in sostanza quegli infami patentati mi stavano facendo passare per paranoico, quelle specie di impotenti, cornuti figli di troia che si nascondono dietro l'istituzione del Ministero degli Affari Esteri.

Non avevo immaginato che potesse esserci un'unica mafia da Roma al Venezuela
a gestire "la cosa". Ma tant'è: non si finisce mai d'imparare...
 

Ma le sorprese non finiscono qui.

Al mio arrivo a Caracas nel 2004, avevo scoperto che un conoscente dei miei genitori, Franco Chirico, aveva famiglia proprio nel quartiere dove avevo trovato lavoro e abitazione. Franco Chirico è il responsabile della comunità di Cammino Neocatecumenale della parrocchia, quel sant'uomo, ha sempre minimizzato sulla questione sia coi miei genitori che con i miei familiari.

Di fatto, quando ho conosciuto nel 2008 la nipote di Franco Chirico, la sensazione che quella tipa insignificante fosse un presenza piuttosto familiare, ovvero di aver avuto quella sciacquetta davanti ai piedi durante diverse uscite, ecco quella sensazione lì è stata molto netta e precisa.
Franco Chirico è il principale editore della setta cattolica dei catecumeni ed è amico di Kiko Arguello.
Kiko Arguello, già ex pittore fallito, è il leader dei catecumeni e loro santino ante litteram.


Le Pharaon, olio su tela - Gianluca Salvati - Caracas 2005